Oberalp e Corporate Social Responsability, le aziende che ci piacciono!

Siamo stati al Salewa Store di Milano per la presentazione del Report di Sostenibilità del gruppo Oberalp. Potrebbe sembrare un tema molto lontano da ciò che trattiamo sui nostri canali, ma al contrario, è molto più vicino di quello che si pensi. La parola sostenibilità è un po’ sulla bocca di tutti ormai, è uno dei grandi temi di questa epoca e spesso si abusa anche di questo termine; ma restando nel mondo outdoor, perchè dovrebbe risultare così importante?

I motivi

I motivi sono prevalentemente due: uno riguarda il fattore ambientale e l’altro quello umano. Parlando di sostenibilità, per chi non è un addetto ai lavori, si intende “in ambito ambientale, economico e sociale il processo di cambiamento nel quale lo sfruttamento delle risorse, il piano degli investimenti, l’orientamento dello sviluppo tecnologico e le modifiche istituzionali sono tutti in sintonia e valorizzano il potenziale attuale e futuro al fine di far fronte ai bisogni e alle aspirazioni dell’uomo.” Per ciò che riguarda la terra e l’ambiente consiste nel cercare sempre di più soluzioni e idee che possano rendere il consumo delle materie, l’impatto inquinante e degradante dell’ambiente, sempre inferiore; per non subire gli effetti negativi dei cambiamenti climatici. Per quanto concerne le persone invece si prova a creare una condizione lavorativa che permetta ai dipendenti ad esempio di conciliare la loro vita privata con il lavoro, che aiuti le persone attraverso servizi extra e welfare aziendali a migliorare la loro vita; e in questo modo a innescare meccanismi virtuosi che restituiscano sempre di più un impatto positivo nella società in cui viviamo. Inutile dire che alla domanda precedente la risposta potrebbe sembrare quasi ovvia, che vantaggio avrei nel perpetrare il mio impatto negativo sull’ambiente naturale se questo è il luogo in cui svolgo tutte le mie attività outdoor? E dunque, che vantaggio avrebbero le aziende di questo settore a mantenere politiche dannose dal punto di vista ambientale e che riducono ad esempio la possibilità dei loro lavoratori di svolgere le attività del settore in cui lavorano?

Il caso tutto Italiano di Oberalp

Il gruppo Oberlap, che comprende alcuni tra i nostri brand di riferimento (Salewa, Dynafit, Pomoca e Wildcountry), dimostra l’importanza verso questo settore mettendo a capo proprio Ruth Oberrauch figlia di Heiner Oberrauch presidente del gruppo fondato dalla stessa famiglia. La forza di Oberalp probabilmente risiede anche nella voglia e convinzione che, prendersi cura in prima persona di alcuni temi, per la famiglia Oberrauch sia fondamentale. Come ci raccontava Ruth durante la presentazione, in azienda si sentono tutti veramente una “grande famiglia”. I progetti su cui hanno deciso di impegnarsi sono presentati in modo molto chiaro nel loro Report, dove troviamo piani per la riduzione massiccia di utilizzo di PFC (sostanze chimiche con tempi di degradazione lentissima in natura) utili per la componente tecnica dei materiali, controlli su quasi tutta la filiera di produzione che è prevalentemente fatta da fornitori esteri e una serie di servizi per i dipendenti come ad esempio l’asilo interno per i figli. L’attenzione che Oberalp sta piano piano creando nel suo modo di interpretare la sostenibilità si può vedere nella scelta di non utilizzare fornitori esteri che non rientrino nei loro parametri di rispetto della manodopera (condizioni lavorative e salari), attraverso la possibilità di riutilizzare quanto più possibile materiali di scarto (resti di lavorazione delle pelli Pomoca) o le vecchie grucce che si sono trasformate in giocattoli di legno e casette per gli uccelli. Ci sono altre due iniziative, anche se è riduttivo definirle così perchè sono scelte be precise dell’azienda, che ci hanno colpito davvero molto. La prima è quella di scegliere alcuni centri sociali che danno lavoro a persone con disabilità per l’assembramento di alcuni attacchi da sci alpinismo Dynafit, la seconda è la creazione di un orto vicino al HQ di Bolzano; orto nel quale alcuni profughi e richiedenti asilo hanno la possibilità di lavorare e grazie al quale la mensa aziendale può usufruire di prodotti a Km 0 di ottima qualità per i suoi dipendenti.   Insomma, possiamo dire con serenità che questo è il modo in cui ci piacerebbe vivere e vedere il mondo dell’oudoor a 360°, partendo dai piccoli gesti che noi possiamo fare (come non buttare cartacce in montagna) fino ad arrivare a scelte aziendali forti su temi importanti. Siamo consapevoli che il lavoro da fare sia ancora moltissimo e siamo ben lontani dalla perfezione (alla quale si può solo tendere), ma se almeno chi ha la possibilità inizia a tracciare una strada è giusto raccontarlo. Vogliamo precisare che la natura assolutamente indipendente del nostro progetto Outdoor360 ci permette di scegliere quando e se premiare qualcuno, questa volta ci sentiamo di spendere queste belle parole per Oberlap augurandoci che sempre di più e sempre meglio si possa lavorare su questa strada e chissà, magari un giorno sarà possibile parlare di un network legato alla CSR e alla sostenibilità per il settore outdoor, con l’obiettivo di vivere e lasciare un mondo migliore di come l’abbiamo trovato.  

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